Per la tutela degli Orsi della Luna

Chi Sono gli Orsi della Luna?

 

Orsi della lunaI Moon Bears o Orsi della Luna sono balzati tristemente agli onori delle cronache da qualche tempo, pur essendo nota la loro condizione nelle «fattorie della bile» da anni. Ora che la notizia è stata pubblicata sul blog di Beppe Grillo , il blog più visitato d’Italia, nessuno può dire di non sapere. Ma, se ci fosse ancora qualcuno a cui queste parole non dicono nulla, noi di Mondo Reale vogliamo dare il nostro piccolo contributo alla diffusione di una notizia che non può non suscitare sdegno ed angoscia in tutta la popolazione civile. In Estremo Oriente, specialmente in Cina , Vietnam e Corea , vi sono dei veri e propri Lager per orsi , dove questi animali vengono rinchiusi in gabbie di pochi centimetri più grandi delle loro dimensioni da adulti e qui passano tutta la loro vita che in cattività, anche se estrema come in questo caso, può raggiungere i 20 anni.

Lo scopo di tenere rinchiusi in gabbie così anguste animali fatti per stare all’aria aperta ed in spazi molto larghi è la convinzione dei sostenitori della medicina tradizionale cinese – inutile dire che tale convincimento non è sostenuto da nessuna prova scientifica – secondo la quale la bile di tali Orsi della Luna abbia proprietà benefiche per l’organismo: basandosi sul principio di curare l’intero corpo anche quando è solo un organo ad essere ammalato, la medicina cinese prescrive la bile di orso per i malati di epatite C, cirrosi epatica, cancro e congiuntivite. Opportunamente trattata, poi, può diventare una bibita particolare oppure uno shampoo rigenerante per i capelli.
E’ un prodotto multifunzione richiestissimo non soltanto nei paesi sopra citati ma anche nelle sempre più numerose comunità orientali presenti ovunque nel mondo.

Ma torniamo al “ bear farm ”, letteralmente, fattoria degli orsi , che, come anticipato, non ha nulla a che vedere con l’immagine gioiosa degli animali da fattoria cui siamo abituati. La definizione di Lager , lo ripetiamo, è la più calzante: l’orso viene rinchiuso sin da cucciolo in queste gabbie e gli viene conficcato un catetere nella cistifellea , l’organo deputato alla produzione di bile . In questo modo l’animale può essere «munto» due volte al giorno con una produzione di bile enorme.
Ecco un po’ di cifre: in Cina, agli inizi del nuovo secolo, le sue quotazioni erano di 500 $ al kg mentre in Giappone anche 3.300 $ al kg!

Orsi della lunaCon questi prezzi è facile immaginare come si sia sviluppata in poco tempo una caccia agli orsi senza precedenti: è dagli albori della cultura cinese ed orientale che si ritengono gli organi degli orsi (tutti, ma in special modo quelli dal collare o della luna , la variante più diffusa nell’Asia Orientale) capaci di ridare vigore e salute, ma quando trent’anni fa, le autorità cinesi vietarono l’abbattimento di massa degli orsi in quanto a rischio estinzione, si pensò bene di rinchiuderli ed estrarne la bile per anni ed anni: abbattere un orso permetteva di ottenerne bile una sola volta mentre così lo si può fare nel massimo della comodità per decenni.

Si tratta di una tortura vergognosa, documentata dall’attivista Jill Robinson e da altri animalisti che ne hanno fatto dei video facilmente reperibili in rete ma che consigliamo di guardare solo a persone dai nervi particolarmente saldi e non impressionabili.

I primi esemplari si suicidavano provocandosi, per via del dolore perenne e dell’immobilità, lacerazioni interne con gli artigli o con i denti. Oggi gli viene impedito anche questo – un atto sconosciuto agli animali in natura al di fuori dell’uomo – mediante l’estrazione degli artigli e la limatura dei denti (ovviamente senza anestesia!).

Alcuni, più fortunati, riescono a uccidersi colpendo violentemente con la testa le sbarre di metallo, altri muoiono per infezioni dovute alla ferita addominale perennemente aperta per mantenere attivo il catetere.

L’associazione AAF, Animals Asia Foundation , è riuscita a salvarne 280 sinora grazie al carisma di Jill che si espone in prima persona contro le autorità cinesi . C’è bisogno di uno sforzo comune ancora maggiore. Chi volesse collaborare o soltanto saperne di più visiti il sito www.animalsasia.org